TECNICHE DI TRATTAMENTO DELLE VENE: I CONSIGLI DI GIACOMO URTIS

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I CONSIGLI DI GIACOMO URTIS: TECNICHE DI TRATTAMENTO DELLE VENE

Circa il 50% delle persone soffre di disturbi legati alla circolazione, alle vene ed ai capillari. Affaticamento, pesantezza e gonfiore sono solo alcuni sintomi che la dicono lunga sulla salute generale degli arti inferiori. Le donne, purtroppo, sono maggiormente afflitte dai problemi dovuti alla cattiva circolazione, che spesso non sfociano soltanto nel difetto estetico.

COME CURARE LE VENE VARICOSE?

In generale, le vene che causano difetti estetici, dolore o altri sintomi sono meritevoli di terapia. le tecniche chirurgiche vascolari sono molteplici e oggi, finalmente, mini-invasive, tanto che si possono effettuare con una piccola anestesia locale e in regime ambulatoriale, senza traumi e senza punti.

COME SCEGLIERE L’INTERVENTO?

Le tecniche di trattamento endovascolare sono di due tipi:

  • Tecniche termiche, che si eseguono esclusivamente in anestesia locale
  • Tecniche non termiche tumescenti
  • Chirurgia tradizionale

Il vantaggio rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali consiste nel fatto che non danno luogo a traumi e per questo consentono una ripresa rapida, spesso immediata. Tutte le tecniche termiche sono sicure e completamente ambulatoriali.

SCLEROTERAPIA O TERAPIA SCLEROSANTE

La terapia sclerosante consiste nell’iniettare, con un ago estremamente sottile, un liquido o una mousse che irrita la parete dei vasi sanguigni e ne causa, quindi, la chiusura. Questa tecnica è eccellente per trattare le vene di piccolo calibro e tutte le teleangenctasie, ovvero i capillari. A seconda del tipo e del numero di vene che devono essere trattate, possono essere necessarie da una a più sedute.

Le sedute si effettuano in ambulatorio, generalmente non danno luogo ad alcun fastidio di rilievo, tanto che è possibile riprendere subito la propria normale attività.

LASER ENDOVASALE

La laserterapia è una tecnica efficace per il trattamento delle vene ammalate e dei capillari. La luce laser, prodotta da uno strumento medicale specifico calibrato con la giusta lunghezza d’onda, viene veicolata all’interno della vena attraverso una fibra ottica guidata. L’energia che il laser sprigiona provoca un effetto termico che porta alla coagulazione del vaso sanguigno malato, che si chiude.

TERMOSCLEROSI CON RADIOFREQUENZA

La termosclerosi con radiofrequenza è una tecnica mini-invasiva: attraverso una semplice puntura della safena, si inserisce una sonda che diffonde calore, causando la chiusura della safena ammalata. La tecnica si esegue in ambulatorio, con una piccola anestesia locale, sotto controllo ecografico e consente di riprendere le proprie normali attività nell’arco di poche ore.

TECNICHE NON TERMICHE TUMERISCENTI

Tutte le tecniche non termiche sono mini-invasive e per questo motivo non è prevista anestesia generale. Il ritorno al sociale è immediato, senza fastidii di grande entità.

ABLAZIONE CON CIANOACRILATO E CON TECNICA MOCA

Se il quadro clinico lo consente, è possibile utilizzare delle tecniche meccano-chimiche (MOCA) o delle colle di cianoacrilato che consentono la chiusura delle vene malate senza fare uso di anestesia. Infatti, dopo una piccola anestesia locale, si inserisce nella safena una cannula che viene progressivamente retratta, mentre viene rilasciata la colla o il liquido sclerosante in essa contenuta, che causa la chiusura del vaso.

SCLEROTERAPIA CON SCHIUMA ECOGUIDATA

La tecnica consiste nell’iniettare nella vena della schiuma che si forma miscelando aria e liquido sclerosante. Questa schiuma provoca la chiusura della vena. In questo caso, l’intervento non necessita di anestesia, perché la schiuma viene veicolata attraverso una semplicissima iniezione. La procedura si esegue sotto controllo ecografico e non dà luogo a fastidi.

CHIRURGIA TRADIZIONALE

VARICI DELLA GRANDE E PICCOLA SAFENA

Ormai da anni, nel trattamento delle VARICI DELLA GRANDE E PICCOLA SAFENA si predilige l’approccio mini-invasivo rappresentato dalla termosclerosi con radiofrequenza o laserterapia. Nel caso in cui non sia possibile questo tipo approccio, la scelta cade sulla scleroterapia con schiuma ecoguidata. Per questo, la chirurgia tradizionale rappresenta oggi la terza scelta, quando le tecniche endovasali o la scleroterapia non sono indicate.

La chirurgia tradizionale consiste nella asportazione della grande o piccola safena in anestesia locale, praticando delle incisioni chirurgiche. In questo caso, l’intervento si esegue in sala operatoria.

COSA SUCCEDE DOPO L’INTERVENTO?

Tutti gli interventi vengono eseguiti con tecniche mini-invasive e per questo non è necessaria l’anestesia generale, né un periodo di riposo dopo l’intervento. Al termine dell’intervento, viene posto un bendaggio elastico compressivo, che può essere rimosso il giorno successivo e sostituito con la calza elastica che è stata prescritta. La calza deve essere indossata durante il giorno per circa un mese. Potrebbero comparire dei lividi o gonfiori, non dolenti, come naturale conseguenza del trattamento, destinati a sparire nell’arco di qualche giorno. È possibile camminare e guidare fina da subito, senza limitazioni particolari.

Giacomo Urtis

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