RAFFAELLA CARRÀ ICONA SESSUALE SECONDO GLI INGLESI

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RAFFAELLA CARRÀ, DICE IL PRESTIGIOSO QUOTIDIANO BRITANNICO “THE GUARDIAN” È LA PRIMA AD AVER SDOGANATO L’INIZIATIVA DELLA DONNA SOTTO LE LENZUOLA. EPPURE DA NOI IN ITALIA È INVECE UN’ICONA GAY

Che Raffaella Carrà agli inizi della sua carriera avesse giocato un po’ con una sopita trasgressione è cosa nota. Ma nessuno si aspettava, immaginiamo nemmeno la stessa conduttrice, che per gli inglesi lei fosse un simbolo della sessualità femminile. La Carrà, benché abbia avuto la fortuna di due gambe da opera d’arte, però non ha mai indossato i panni della sexy showgirl.

Forse per questo, indipendentemente dalle provocazioni, ballate e cantate, è un personaggio che da sempre è molto amato dalle famiglie. Sia di ieri che di oggi. Eppure il noto quotidiano The Guardian ha incoronato Raffaella Carrà come “icona di libertà sessuale”. Secondo il giornale britannico “lei è la popstar che ha dato alle donne la possibilità di prendere iniziative in camera da letto”. Ora, sotto le coperte di un letto matrimoniale nessuno c’è mai stato, se non nel proprio, per affermare che grazie alla Carrà le donne in quel periodo a cui fa riferimento il giornale, avessero perso il senso della sottomissione.

Sottomissione intesa come iniziativa presa dall’uomo e, talvolta, accolta più per il piacere del compagno piuttosto che del proprio. Ma qui si entra in un tema che è fuori dal gioco e dalla probabile ironia con le quali la Raffa nazionale si è sempre atteggiata. Anche perchè, ricordiamocelo, essendo negli anni ’60 e ’70 il suo esordio e il suo percorso artistico, eravamo in epoca democristiana e difficilmente un tema considerato tabù avrebbe avuto respiro.

Tuttavia la diversità di vedute fra noi e gli inglesi, anche stavolta è sottolineata da quello che invece Raffaella Carrà ha rappresentato: se per loro la conduttrice è un’icona sessuale femminile, per l’Italia è invece un’icona gay. Non a caso le sue più famose canzoni sono spesso colonna sonora delle serate a tema homosex, quando non addirittura repertorio di drag queen o dei carri allegorici (solo nell’intenzione) del gaypride.

In ogni caso un ottimo risultato per la Carrà, che o da una parte o dall’altra, rappresenta un punto di riferimento per ispirazione sessuale. Sperando che venga ricordata più per i suoi successi televisivi e artistici rispetto allo stacco di gamba (e per essere stata la prima a mostrare in tv l’ombelico) per il quale oggi è la figura della libertà sessuale per antonomasia.

ANDREA IANNUZZI

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