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PECHINO EXPRESS: GLI ANTIPODI SU RAI 4

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PECHINO EXPRESS: LA COPPIA DEGLI ANTIPODI, CAMPIONI 2015, SONO IN ONDA SU RAI 4 CON PECHINO ADDICTED

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Pechino Express quest’anno si è sdoppiato. Mentre su Raidue va in onda il consueto appuntamento con l’adventure game condotto da Costantino della Gherardesca, e con le otto coppie impegnate nell’incredibile viaggio tra Colombia, Guatemala e Messico, su Rai4 da lunedì scorso è cominciato lo spin-off Pechino Addicted, guidato dagli Antipodi, ovvero Andrea Pinna e Roberto Bertolini. I vincitori della passata edizione del programma, sono stati investiti di un ruolo tutto particolare: ripercorrono le tappe affrontate dai protagonisti non tanto per approfondire la loro avventura, quanto per raccontare al pubblico le tradizioni, gli usi e i costumi di quei luoghi. Tuttavia Pechino Addicted mantiene una formula che oscilla tra insidia e ironia, poiché i due condottieri sono comunque sotto stretta osservazione di della Gherardesca che, attraverso uno smartphone, indica loro quali sono i posti da visitare. E se sforano il budget a loro disposizione, i due documentaristi subiscono terribili penitenze.

L’anno scorso avete avuto la gratificazione della vittoria. Quest’anno invece?

Pinna: Sicuramente poter fare il viaggio senza la gara, è come un premio. Mentre l’anno scorso eravamo sotto stress e con parecchia ansia proprio per via della competizione.

Bertolini: Vincere Pechino Express nel 2015 è stato come trionfare a una gara di Triathlon, le regole sono praticamente le stesse. Invece con Pechino Addicted è come aver portato a termine una maratona.

Cos’è esattamente Pechino Addicted?

Pinna: E’ un approfondimento del viaggio che percorrono i concorrenti di Pechino Express. Noi non ci soffermiamo su quello che fanno le coppie in gara, ma sui posti, le tradizioni, gli usi e i costumi dei Paesi che i protagonisti sfiorano. Abbiamo una carta di credito illimitata, la Addicted Express, con cui pagare tutto. Ma non sappiamo il nostro budget a disposizione di volta in volta, e non possiamo superarlo altrimenti sono guai.

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Si parla tanto di queste punizioni che vi vengono inflitte. Chi ne subisce di più dei due?

Pinna: Entrambi, perché è un’esperienza che condividiamo in coppia. Abbiamo una penitenza o un premio ogni fine tappa. Le tappe sono 10, per cui sono altrettanti i premi o le penitenze. La concezione di premio per Costantino è molto labile, quindi se pensavate che con Pechino Addicted io non vomitassi, sbagliavate, perché capiterà (ride).

Bertolini: Sono completamente d’accordo con lui, i premi sono sulla carta, ma in realtà saranno pochi (ride).

Come avete vissuto quest’esperienza?

Pinna: Ci siamo divertiti un po’ di più, il clima era più rilassato, anche se abbiamo avuto un sacco di cose da fare. In più non essendoci competizione, io e Roberto non ci siamo azzuffati come lo scorso anno.

Bertolini: Ammetto di essere uno sportivo anche nell’anima. Per cui appena mi viene tolto il pathos della gara, come è successo stavolta, riesco ad ammorbidirmi. E ci siamo scoperti più simili rispetto a quello che pensavamo prima. Pechino Express è stata un’esperienza forte per noi, e avevamo capito che non avremmo mai potuto condividere un viaggio. E invece in questo caso l’esito è totalmente differente.

Pinna, dei Paesi che avete visitato, cosa le è piaciuto di più?

Pinna: La Colombia è davvero bella. Per chi ci volesse andare, mi sento di consigliarla. Il Guatemala è particolare, nel senso che all’interno di 30 km si trovano addirittura quattro microclimi. Si passa dal freddo al caldo nel giro di pochissimo tempo. E ha una vegetazione che riporta ovviamente questa mutevolezza climatica. Bellissimo il Messico, soprattutto Città del Messico, che non ci aspettavamo. Eravamo convinti che ci fosse tanto degrado, che magari potrà esserci vista l’ampiezza. I quartieri che abbiamo visitato noi, somigliavano a New York e Parigi.

A lei Bertolini?

Bertolini: Cosa mi ha colpito è l’energia della Colombia, un Paese incredibile, che vive di molti preconcetti. Noi abbiamo un’idea di quelle terre che poi non è rappresentata dalla realtà. Il Guatemala invece è molto tradizionalista, non perché sia fermo alle proprie tradizioni, bensì perché, anche se in maniera non invasiva, le protegge. Invece al contrario Città del Messico è una località che vive molto di progresso. Il senso che mi ha dato come metropoli è di essere in gran movimento, d’altronde ci sono 24 milioni di abitanti, ha una grande storia e una grande cultura, oltre a essere meravigliosa dal punto di vista architettonico. Nella mia ignoranza credevo fosse una grande favela, è tutt’altro.

Ve lo aspettavate di essere richiamati, anche se in un ruolo diverso?

Pinna: Assolutamente no. All’inizio mi sembrava strano, perché nelle edizioni precedenti del programma non avevano mai fatto una trasmissione di approfondimento. Stentavamo un po’ a crederci, poi ci siamo resi conto che era tutto vero. E siamo molto contenti.

Bertolini: Anche io sono d’accordo con lui, siamo molto onorati di aver avuto questa possibilità. Hanno pensato a un’iniziativa giusta e siamo stati ingaggiati noi.

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E come mai secondo voi hanno scelto per uno spin-off gli Antipodi?

Pinna: Costantino della Gherardesca è stato il primo che da concorrente è passato a essere conduttore. Ma come coppia in effetti siamo noi ad avere questo primato. Secondo me è perché siamo piaciuti tanto.

Bertolini: Non ho visto tutte le edizioni del programma, però credo che io e Andrea abbiamo rappresentato la gente comune, abbiamo mostrato la vera amicizia. Il nostro modo di osservare le cose, di raccontarle, è quello un po’ di tutti: se ci piacevano, come, perché, o se non ci piacevano. Siamo stati noi stessi, con la libertà di esprimerci per quello che siamo realmente.

Di Costantino della Gherardesca, vostro talent scout, cosa pensate?

Bertolini: Costa è dimagrito (ride). Sembra cattivo, d’impatto è molto severo, però a suo modo ci ha voluto bene e protetto in questo viaggio.

Pinna: Lui fa molto il sadico, ma è un buono. Ci ha premiato quest’anno, ci ha fatto ripartire, anche se poi all’interno del programma ce la fa pagare nei momenti delle penitenze, però di base ci vuol bene.

E delle coppia in gara chi vi piace?

Pinna: A me personalmente piacciono moltissimo I Contribuenti, Cristina Bugatti e Diego Passoni. Perché lei sembra uscita dalla Rai degli anni ’50, straordinaria, lui invece è personaggio della radio moderna, molto forte. Insieme davvero formano una bella squadra di guerrieri. E poi adoro Gli spostati, Tina mi fa morire dal ridere, idem Simone, loro sono davvero una coppia pazzesca.

Bertolini: Sottoscrivo quello che ha detto Andrea, abbiamo eletto come la nostra preferita Tina, e ovviamente anche Simone, ma perché noi siamo partiti con un’idea della Cipollari che poi nella realtà, come si vede, è tutt’altra.

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Dal giorno della vostra vittoria a oggi siete cambiati?

Pinna: Forse Roberto è ancora più grosso. Scherzo. No, non siamo cambiati granché. Io personalmente non mi sento tanto diverso da prima.

Bertolini: Nemmeno io, sono sempre me stesso.

Andrea Iannuzzi

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