JASMINE LOBIANCO SI RACCONTA

By  |  0 Comments

JASMINE LOBIANCO SI RACCONTA

Fiumi d’inchiostro, telegiornali e talk show si sono interessati alla vicenda, abbiamo lasciato carta bianca a Jasmine Lobianco.

Ci ha dato una fotografia ben precisa del tema e della condizione della transizione.

Ognuno di noi ha il diritto sentirsi bene, essere felice nella propria pelle, libero di amare ed essere amato.

Ma nella società c’è qualcosa che impedisce tutto questo e volendo attribuirgli un’etichetta si chiama odio, in questo caso specifico transfobia.

La vicenda di Caivano, della morte di Maria Paola Gaglione colpevole di essere la compagna di Ciro (un tempo è stata Cira ndr), per mano di suo fratello Michele Antonio, che non accettando la loro unione ha volontariamente speronato lo scooter con a bordo la coppia facendola cadere, l’impatto, come sappiamo tutti, è stato fatale per la ragazza.

Jasmine Lobianco

Jasmine Lobianco

Jasmine Lobianco raccontaci il tuo percorso di transizione.

“Ho iniziato a 25 anni e l’ho portato a termine sul finire dei 30: non è stato affatto facile. Sono una fervida sostenitrice che è necessario affidarsi a un team di esperti nello specifico, ancora oggi, sono seguita da un team di specialisti: psicologo, endocrinologo, ginecologo e andrologo. Nel momento cui si sente di appartenere al sesso, cui non siamo nati, bisogna entrare nell’ottica che per stare bene e accettarsi richiede tempo e passare attraverso un percorso che dura anni e non è affatto semplice”.

 

Oltre all’aspetto fisico e psicologico, come ha accettato la tua condizione, la famiglia e gli amici?

“Per molto tempo non sono stata accettata dalla famiglia e dagli amici, ho subito tantissime angherie e sono stata epitetata in tutti i modi spregevoli possibili. All’inizio è così per tutti, come per la maggior parte di chi inizia questo percorso; con il passare del tempo, poi, tutto si trasforma, ma l’accettazione non è sempre facile: alla base c’è il pregiudizio, frutto di tanta ignoranza”.

 

Quali sono gli strumenti per combattere l’ignoranza?

“È necessario, con urgenza, agire su due fronti: quello medico e quello mediatico, con leggi che ci tutelino”.

Jasmine Lobianco

Jasmine Lobianco

Come?

“C’è il bisogno di creare strutture mediche adeguate, in grado di dare supporto e cure corrette, il cambio si sesso non è un gioco. C’è il bisogno di specialisti che seguano con professionalità senza speculare su tutte le persone che si rivolgono con questa necessità. Sono loro che aiutano ogni singolo individuo e possono arrivare a dire che si è pronti al cambiamento.

Non tutti possono permettersi le cure, molti farmaci sono costosi. Ecco, da anni in tanti si rivolgono al mercato nero, dove si trova di tutto a prezzi inferiori, soprattutto la qualità è scadente e si rischia di rovinarsi. Ripeto non è un gioco, conosco tante persone che non sono riuscite a portare a termine la transizione e si sono tolte la vita.

E, poi, veniamo all’informazione: ci sono solo pregiudizi, siamo umani e abbiamo il diritto di essere ciò che vogliamo. In merito, bisognerebbe creare programmi televisivi che divulghino e facciano conoscere cosa vuol dire cambiare sesso. Nel caso di Ciro, di Caivano, sua madre è stata bravissima si è posta nell’atteggiamento giusto, ha seguito in prima persona tutti i passaggi che hanno portato Cira all’uomo che è oggi”.

 

A cura di redazione.

Una vita piena di bollicine a tutti!

 

Spread the love
BOLLICINE VIP