IL TERZO OCCHIO, PROGETTO ARTISTICO DI MARIA LAURA MATTHEY

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BOLLICINEVIP PRESENTA MARIA LAURA MATTHEY, LA RICERCA ARTISTICA CHE L’HA PORTATA A ‘IL TERZO OCCHIO’

Maria Laura Matthey è una dermopigmentista, si occupa di tatuaggi al viso dal 1984, per congelare il trattamento ha sempre usato il mezzo fotografico. In tal modo si è resa conto che se il soggetto non era coinvolto emotivamente non riusciva a raggiungere il risultato desiderato in termini estetici.Maria Laura Matthey

A detta sua sono la gioia, la vitalità e la condivisione a dare un vero cambiamento al viso, perché le emozioni sono capaci di fare di un volto un’opera d’arte.

Quando ha iniziato a percepire tutto ciò, ha iniziato a fare questa ricerca fotografica negli Stati Uniti nel 2005. Fermava le persone per strada e gli faceva un complimento, dalla loro reazione al complimento usciva la migliore delle ipotesi di queste persone e lei immortalava tutto con uno scatto.

Maria Laura Matthey ha spiegato:

Lo scatto fotografico passava in secondo piano, a me serviva più per una questione di socievolezza, per trovare quel nucleo di bellezza condivisa tra me e il soggetto. Nel corso di tanti anni sono usciti fuori circa 7000 ritratti fatti in giro per il mondo, tra New York, Miami, Londra, Africa, India eccetera. Tutto questo continuando a fare sempre il mio lavoro, apportavo questa ricerca artistica dentro il mio lavoro.

Marialaura Matthey con il fratello Carlo,  Rita e Liliana Paduano

Marialaura Matthey con il fratello Carlo, Rita e Liliana Paduano

Nel 2007 ho fatto una prima mostra a New York, dopodiché ho continuato sempre questa ricerca artistica scendendo sempre più nel dettaglio, ho iniziato a fare questo studio ricerca non più solo sui volti ma proprio sugli occhi, in particolare modo sullo sguardo.

Andando sempre più nel dettaglio, cioè nello sguardo, ho organizzato una mostra al Pan, un Museo di arte contemporanea a Napoli, che si chiamava Eyes to eyes. Era una mostra che prevedeva un installazione di 35 mq, una delle stanze del Museo, dove c’era questo materiale a specchio con una strisciata di 365 occhi in bianco e nero messi uno dopo l’altro. Questa mostra ha avuto un grande successo, sono stata infatti poi seguita da Mimmo Jodice che è un grande fotografo napoletano internazione, lui è un po’ il mio mentore.

Nel 2013 la Matthey si è recata a Londra dove ha fatto una collezione di occhi londinesi che si chiamava London Calling. Da quel momento ha continuato con questo percorso artistico, fotografava e organizzava mostre, tra queste: Eyes behind a mask; Eyes behind a veil eccetera.

Maria Laura Matthey ha fatto anche un viaggio in Africa dove ha arricchito la sua ricerca artistica. In merito a ciò ha detto: “Ho fotografato i bambini in Africa, sia ritratti che occhi. Quando sono andata a vedere la post produzione mi sono resa conto che in questi occhi bellissimi e languidi c’era quasi sempre dentro un riflesso. Ho iniziato quindi a concentrarmi su questa storia del riflesso e ho preparato queste opere che sono ad oggi anche esposte in un Museo a Napoli. Questa collezione di bambini africani si chiamava Lost in Wonder.”Punti di vista

Avendo capito che questa storia del riflesso mi permetteva di entrare ancora di più dentro quel bello cui tanto ambisco nel mio lavoro ho fatto questa collezione di occhi che si chiama Punti di vista, fatti in India. Mi sono organizzata facendo dei riflessi appositamente con delle farfalle e l’ambiente da far riflettere negli occhi. Il riflesso era proprio una cosa organizzata e voluta da me per lo scatto fotografico.
Dal 2014 in poi ho iniziato a fotografare anche gli occhi degli artisti, perché per me il talento e l’espressione artistica rappresentano un bello assoluto. Per me quando l’artista si trova al cospetto della propria creatività, del proprio talento e della propria passione secondo me esprime sempre il massimo del bello estetico.

Da lì ha avuto l’idea di chiedere agli artisti quale possa essere per loro il loro bello dell’anima, cosa possa xrappresentare la loro interiorità, la loro anima e la loro espressione artistica, quello che loro vogliono portare fuori attraverso questo progetto che si chiama Il terzo occhio.

Maria Laura Matthey ha aggiunto: “È stato un lavoro interattivo con gli artisti che è durato cinque anni. Al progetto artistico hanno preso parte importanti artisti, quali Martin Schoeller, Andrea Raczinski, Steve McCurry, Al di Meola, Mimmo Jodice e molti altri ancora.”Il terzo occhio

la fondatrice di questo progetto artistico ha concluso dicendo: “La collezione prevede il riflesso di questi occhi di artisti, con il quale hanno voluto esprimere un loro contenuto. In questo caso l’occhio non è più solo uno specchio come in Punti di vista, ma diventa un modo per riflettere la propria intorierità, quindi un proiettore di un mondo esterno e interno.”

Una vita piena di Bollicine a tutti!

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