HELLBOYS 2018: LUCA ANNARATONE, MAESTRO DEL CINEMA, È IL FOTOGRAFO DEL CALENDARIO

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HELLBOYS 2018 PRESENTA CHI SI È MESSO DIETRO L’OBBIETTIVO DELLA MACCHINA FOTOGRAFICA PER IMMORTALARE I 12 PROTAGONISTI. SI TRATTA DI LUCA ANNARATONE, PROFESSIONISTA DI IMPORTANTI SET CINEMATOGRAFICI 

Quando gli è stato chiesto se avrebbe voluto accettare il ruolo di fotografo per Hellboys 2018, Luca Annaratone non ha avuto dubbi. Il giovane piemontese, che da anni lavora nel campo del cinema, voleva approfondire la sua conoscenza del corpo. Esperto in nudi femminili, ha affrontato con entusiasmo l’idea di mettersi al servizio di 12 uomini, infrangendo un tabù fino a quel momento nemmeno mai pensato. Ma un artista, vero, è sempre pronto a tutto. Il risultato finale è stato eccellente. Lo abbiamo incontrato.

Come mai hai accettato di occupati di Hellboys 2018?

Ho accettato di occuparmi di Hellboys 2018 perchè trovo che ci sia ancora molto da scoprire fotograficamente nel corpo maschile. Effettivamente, forse inconsciamente, mi interessa vedere quali posizioni e forme può assumere l’uomo, non cosa sembra ma cosa può trasmettere. Hellboys mi ha dato questa opportunità, conoscere un po’ di più la ricerca sul corpo che sto facendo. 

La decisione di fotografare degli uomini nudi è stata stimolante?

Ho sempre scattato nudi femminili e in realtà non ho mai pensato di immortalare uomini, ma il calendario mi ha messo davanti a tante domande. Sto continuando a catturare corpi nudi e mi piace scattare soprattutto in pellicola perchè mi da una maggiore percezione della realtà, più chimica, più profonda, forse anche più tridimensionale.

Tu arrivi da un percorso più cinematografico. Ci sono delle analogie sui set?

Ho gestito l’illuminazione sui set con dei proiettori HMI a luce continua, chimere, butterfly e negative light piuttosto che con dei flash. In questo modo ho avuto la possibilità di gestire la luce meticolosamente e dare un look non artificiale, cose che con i flash classici difficilmente si riesce a ricreare. L’analogia con il set è questa, cercare di restituire un look naturale e controllando la luce si possono gestire profondità e contrasti a proprio gusto.

A cosa ti sei ispirato per scattare le foto?

Inizialmente mi sono fatto trasportare al film di Nicholas Winding Refn “The Neon Demon” perchè ho amato il dualismo che è riuscito a trasmettere in ogni inquadratura grazie anche all’aiuto del direttore della fotografia Natasha Brayer. Nel corso dell’opera mi sono chiesto però come catturare il dualismo che era dentro ogni soggetto, e ho capito che per ognuno “dualismo” significava tante cose diverse. Non potevo dunque raggrupparli tutti sotto un’unica luce. Li ho scoperti piano piano grazie a dei giochi che mettevano a nudo i nostri limiti, permettendo cosi di conoscerci in poco tempo prima di iniziare a scattare. 

Rifaresti questa esperienza?

Questa esperienza mi ha fatto crescere molto professionalmente e personalmente. La prossima volta mi piacerebbe dare un tocco di totale mistero alle foto. 

Ecco il link per la video intervista di Luca Annaratone: https://youtu.be/EtZDpNywCbg

 

ANDREA IANNUZZI

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