GERRY SCOTTI: LA TV COMMERCIALE PRIMA O POI RISCHIA DI NON FARCELA PIÙ

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GERRY SCOTTI HA PRESENTATO AD ALASSIO, IN LIGURIA, LA FINALE DEL PREMIO LETTERARIO “ALASSIO 100 LIBRI”. E NE HA APPROFITTATO PER RACCONTARE LE SUE IMPRESSIONI SUL GRUPPO MEDIASET PER IL QUALE LAVORA

Ha un rapporto che si perde nel tempo, Gerry Scotti. Già la sua famiglia, quando lui era poco più che un ragazzino, soggiornava all’Hotel Alfieri ad Alassio, in Liguria, che lui ricorda perchè era un albergo signorile, e suo padre preferiva pochi giorni di vacanze ma fatti bene, in un resort di qualità.

Sabato scorso, nella Città del Muretto, ha presentato la serata finale di Alassio 100 Libri, celeberrimo concorso letterario che rientra a far parte del Festival della Cultura. Edizione 2019 vinta da Nadia Terranova (con il libro “Fantasmi” edito da Einaudi) e per l’informazione dallo scrittore e giornalista Mario Tozzi.

Incontrando cittadini e turisti, Scotti ha trovato anche il tempo di parlare del suo Caduta Libera campione di ascolti, di Mike Bongiorno e anche del destino della tv commerciale.

Secondo Scotti oggi la concorrenza della Rai è spietata, perchè oltre al canone, che rinfresca di ossigeno i polmoni dell’amministrazione aziendale, la Tv di Stato commercializza tutti i palinsesti con spot e telepromozioni. Esattamente come fanno le Reti Mediaset e tutte le altre tv che vivono di pubblicità.

Il mercato, sono cose che si sanno, è in crisi già da diverso tempo, e questa erosione rischia di penalizzare fortemente il privato che, al di là degli introiti della concessionaria, non ha altre entrate. E forse, per riuscire a sopravvivere, sarà necessario “peitizzare” tutte le tv: in poche parole a far pagare un canone o un abbonamento come Sky o Mediaset Premium.

Una rivoluzione che segnerebbe una svolta, ma anche un indebolimento dei contenuti considerando che produzioni di un certo tipo costano, e solo se hai i soldi le puoi realizzare.

Infine una battuta su Antonio Ricci: non sa se davvero il noto regista voglia occuparsi di Miss, ma se tornasse con Veline o Velone sarebbe fiero e contento di poter condurre il concorso. Ricci, a distanza di pochi metri dalla zona della manifestazione, interpellato sulla questione non ha confermato, ma nemmeno smentito.

ANDREA IANNUZZI

Foto di Emerson Fortunato

 

 

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