FILIPPO MAGNINI ALLONTANATO FORZATAMENTE DAL NUOTO, LO SFOGO DELL’EX NUOTATORE

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FILIPPO MAGNINI RACCONTA CIÒ CHE AFFRONTATO NEGLI ULTIMI DUE ANNI

Filippo Magnini ha fatto sapere di aver raccontato ieri ad alcuni giornalisti tutto quello che ha dovuto affrontare in questi ultimi due anni, l’incubo che ha vissuto e come si è arrivati alla sua condanna.Magnini

Tramite un post pubblicato sul suo profilo Instagram Magnini ha reso note le pagine del suo discorso fatto ieri in conferenza. Tra le varie cose ha detto: “Finalmente posso parlare. Sono stati i due anni più brutti e duri della mia vita. Voglio iniziare dicendo grazie a Giorgia per essermi stata vicino nel momento più duro. Per due anni ho ingoiato rospi, ho preferito tenere un profilo basso, da atleta che sostiene la verità tramite prove oggettive e palesi che sono state ignorate.”

Filippo Magnini ha raccontato: “Da maggio del 2017 faccio fatica a dormire. Sono stato allontanato forzatamente dall’unica cosa per cui ho sacrificato tutta la mia vita, il nuoto.” L’ex nuotatore ha precisato che il sistema antidoping nasce per salvaguardare la salute degli atleti e per evitare che atleti puliti gareggino contro atleti dopati. Nel suo caso, però, a detta sua non hanno salvaguardato la sua salute dal momento che ha 250 controlli antidoping tutti negativi.

L’ex nuotatore è convinto che alla base di tutto ci sia qualcuno che voglia incastrarlo. Lui stesso ha detto: “Ho pensato dall’inizio che dietro tutta questa vicenda c’era qualcosa che non andava. Qualcosa di più grande che ancora oggi faccio fatica a comprendere.” Quando lui e Santucci sono stati interrogati hanno subito capito che qualcosa non andava, per questo hanno sentito la necessità di registrare gli interrogatori con i telefonini.

Magnini ha fatto sapere che durante gli interrogatori hanno fatto di tutto per far uscire il suo nome. Facevano pressioni sugli atleti, dicendogli addirittura che non li avrebbero fatti lavorare più. In merito a ciò ha detto: “Perché la giustizia agisce così? Perché si è accanita negli interrogatori per ottenere da tutti il mio nome?”

E ancora: “Mi rivolgo al Coni, vi voglio aiutare a comprendere nelle mani di chi sono i vostri atleti e chi ha pieno potere e libero arbitrio di giudicarli. Questo è il modus operandi della procura. Altra domanda che mi sono fatto è stata ‘ma se la giustizia ordinaria dopo 8 mesi di intercettazioni, cmici ambientali, pedinamenti mi hanno ritenuto TOTALMENTE ESTRANEO ai fatti, come è possibile che la giustizia sportiva si muova del tutto in altra maniera’?Filippo Magnini

Filippo Magnini ha aggiunto: “Il problema più grosso che ho riscontrato in tutto questo è stato dover combattere contro l’incompetenza delle persone che indagano sugli sportivi e che non sanno niente di sport professionistico. Il fatto più eclatante qual è? Che nelle motivazioni non è mai indicata la sostanza di cui si parla. Cioè, non sanno a quale sostanza mi accusano di aver pensato. Si fanno solo supposizioni.”

L’ex nuotatore ha continuato dicendo: “Ora mi aspetta il passo più importante, decidere e capire se posso andare al Tas. Pesano purtoppo su questa mia decisione l’ulteriore e ingente sforzo economico che dovrei sostenere e un’incertezza latente su una vicenda che, come vi ho raccontato ha tanti lati oscuri.”

Filippo Magnini ha concluso dicendo: “Certo è che ancora una volta muoio dentro nel pensare che il mio onore sportivo potrebbe rimanere per qualcuno macchiato e mi spiace non poter nel caso pensare ad un mio ultimo ritorno a gareggiare per il nostro paese, idea che ammetto avevo accarezzato.”

Sul profilo Instagram di Filippo Magnini trovate tutti i dettagli del suo discorso. Voi cosa ne pensate?

A cura di Sara Fonte

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