DOLORE AL GINOCCHIO E ALL’ANCA: ADDIO PROTESI

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Il dottor Luigi Mazzoleni ci parla del dolore al ginocchio e all’anca

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DOTT. LUIGI MAZZOLENI
SPECIALISTA IN ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
CHIRURGIA PROTESICA E ARTROSCOPICA DI ANCA E GINOCCHIO
Dirigente medico Divisione di Ortopedia presso Istituto Clinico Città Studi di Milano
www.ortopedicomilano.it

Procedure chirurgiche poco dolorose e non invasive, abbinate alle nuove tecnologie che rendono possibile recuperi veloci sono le caratteristiche che contraddistinguono l’attività professionale del dott. Luigi Mazzoleni, specialista in Ortopedia e Traumatologia con all’attivo più di mille interventi chirurgici. Si occupa prevalentemente di chirurgia di ginocchio e anca, in particolare protesica e artroscopia. Il dott. Mazzoleni è inoltre ortopedico ufficiale dell’equipe medica del giro d’Italia di ciclismo, collaboratore del medico sociale dell’Internazionale FC e docente di medicina dello sport per la FIGC-LND Lombardia.

Dottore, cosa dovrebbe fare un paziente se ha dolore al ginocchio o all’anca?

La mia premessa è che i pazienti vanno prima visitati e poi trattati. L’artrosi, oltre ad essere una delle principali cause di dolore e disabilità nell’uomo, è una patologia complessa e non basta una radiografia per capire se il paziente ha bisogno o meno di subire un intervento. Detto questo, oggi esistono terapie, tecniche e strumenti molto innovativi per aiutarci a portare il paziente verso la guarigione. La medicina rigenerativa è sicuramente uno degli strumenti più validi e interessanti, visto che le cellule mesenchimali sono in grado di promuovere la spontanea capacità di guarigione dei tessuti, grazie al loro potere rigenerativo.

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Come funzionano le cellule mesenchimali?

Nella pratica ortopedica, la cartilagine rappresenta una grossa sfida poiché si tratta di un tessuto che fatica a guarire autonomamente per via della sua scarsa vascolarizzazione. Le cellule mesenchimali rappresentano uno strumento utile in tal senso perché possono differenziare direttamente in cartilagine. In realtà, queste cellule funzionano anche come delle vere e proprie farmacie ambulanti in grado di rilasciare molti fattori pro-rigenerativi e anti-infiammatori. Grazie a questo, le articolazioni interessate possono guarire più in fretta con un recupero funzionale più veloce e una rapida scomparsa del dolore.

Come vengono prelevate le cellule?

Le cellule mesenchimali sono cellule staminali adulte che possiamo trovare in tessuti come il midollo osseo o il tessuto adiposo. Quelle nel tessuto adiposo sono più abbondanti e sono accessibili con un prelievo meno invasivo. Basta fare una piccola liposuzione in anestesia locale e prelevare 30-40 ml di lipoaspirato. Questo tessuto viene poi processato direttamente in sala operatoria per ottenere il prodotto direttamente infiltrabile nelle articolazioni.

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Sono tutti candidabili a questo tipo di terapia?

Diciamo che le indicazioni che sono di larga veduta, ma come abbiamo detto prima una visita completa con tutta la documentazione in possesso del paziente è sempre necessaria. Pazienti con fenomeni artrosici e di consumo di cartilagine sono i più adatti.

Come sono i risultati? Il dolore scompare?

La letteratura sulle cellule mesenchimali può considerarsi solida. Le mesenchimali da tessuto adiposo sono di più recente scoperta e hanno una minor esperienza clinica. Nonostante ciò, il loro profilo di sicurezza più elevato e i primi risultati clinici rappresentano una promessa allettante. Il vantaggio di utilizzare il tessuto adiposo è proprio sul dolore: in parallelo all’effetto rigenerativo, questo tessuto esercita un effetto viscosupplementativo che dà sollievo alle superfici articolari.

Quindi Dottore, possiamo dire addio alle protesi?

Più che “addio” possiamo dire “a più tardi”. La medicina rigenerativa giunge in nostro soccorso e ci aiuta ad affrontare il problema dell’artrosi a livello biologico. In certi casi però i processi artrosici sono troppo avanzati e le cause meccaniche prevalgono su quelle biologiche e in questi casi l’utilizzo delle cellule mesenchimali può solamente ritardare l’intervento chirurgico.

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