CONTRATTURA CAPSULARE: I CONSIGLI DI GIACOMO URTIS

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I CONSIGLI DI GIACOMO URTIS: CONTRATTURA CAPSULARE

La contrattura capsulare è una reazione avversa che si presenta occasionalmente dopo interventi chirurgici alla protesi mammaria, che rende il seno duro e doloroso al tatto. La contrattura capsulare è la complicazione dopo l’intervento chirurgico di protesi mammaria che riguarda maggiormente i pazienti, ma attualmente il rischio è relativamente basso.

LA PROCEDURA CHIRURGICA PER CONTRATTURA CAPSULARE

Come prima cosa è necessario effettuare una visita con il chirurgo plastico per capire il grado di incapsulamento che si ha, che può variare da una forma leggera ed una più severa. Vi verrà chiesto un esame pre-operatorio, in base alle prescrizioni fornite dal chirurgo, per verificare che la paziente sia idonea all’intervento chirurgico.

A seconda del grado di incapsulamento, della sua complessità e dello studio completo precedentemente condotto sul caso specifico, il chirurgo deciderà il tipo di procedura da utilizzare.

TECNICHE CONTRO LA CONTRATTURA MUSCOLARE

Le due tecniche più utilizzate sono:

  1. Capsulotomia: è la tecnica con cui il chirurgo taglia la capsula con il bisturi. Normalmente non viene utilizzato perché la capsula rimane e vi è un’alta percentuale di probabilità che l’incapsulamento si riproduca.
  2. Capsulectomia: è la tecnica con cui la capsula che circonda la protesi viene completamente rimossa, senza cambiare l’impianto.

La contrattura capsulare o l’intervento di incapsulamento vengono eseguiti utilizzando l’approccio e l’accesso adottati nella prima operazione. Nel caso in cui l’incapsulamento si verifichi poco dopo l’intervento al seno e venga rilevato nei primi mesi dopo l’operazione, possono essere efficaci trattamenti non chirurgici, come i massaggi specifici.

PROFILO DELLA PAZIENTE PER LA CHIRURGIA DELLA CONTRATTURA AL SENO

La chirurgia per risolvere la contrattura capsulare è indicata per le donne che hanno effettuato un intervento al seno con protesi.

Il chirurgo plastico, durante la visita, deve determinare il grado di contrattura capsulare per stabilire se è di un grado così severo da richiedere un intervento.

In ogni caso, un eventuale intervento può essere eseguito solo se sono trascorsi più di sei mesi da quando sono state “impiantate” le protesi. Infatti, nei primi mesi sono molto efficaci anche i trattamenti non chirurgici, che possono risultare risolutivi prima di dover ricorrere ad un’altra operazione.

Giacomo Urtis

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