Cannes non premia l’Italia. Parla l’attrice Alessia Adornato

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Cannes non premia l’Italia. Parla l’attrice Alessia Adornato

Bocca asciutta per l’Italia all’ultimo Festival di Cannes. Il film di Paolo Sorrentino snobbato dalla giuria di cui ha fatto parte anche il nostro Pierfrancesco Favino. Ne parliamo con la giovane attrice Alessia Adornato che spiega come nonostante il mancato podio, “Parthenope” abbia fatto un ottima figura

Il Festival di Cannes si è appena concluso con la vittoria del film “Anora” di Sean Baker. Bocca asciutta per l’Italia, in gara con “Parthenope” di Sorrentino. Ne abbiamo parlato con la giovane attrice Alessia Adrornato, tra l’altro fra i volti della serata di gala conclusiva del Festival dei Tulipani di Seta Nera. Che ci spiega quanto il nostro cinema resti importate e fondamentale sia in Italia che all’estero.

Alessia Adornato, si è da poco concluso il Festival del Cinema di Cannes. Il più grande evento legato al grande schermo d’ Europa. Secondo lei che cosa ci portiamo a casa noi italiani?

Sicuramente grande soddisfazione. Anche se il film in gara è stato solo uno, “Parthenope” di Paolo Sorrentino, non vuol dire che il nostro cinema non sia all’altezza degli altri, Ne basta solo uno per fare la differenza. Poi comunque Rolando Ravello ha interpretato un personaggio nel film “Rumours” con la meravigliosa Cate Blanchette, un nome italiano tra i tantissimi attori internazionali nel cast, un’Italia che inizia ad essere valorizzata anche dall’estero.

Le è piaciuto il film “Marcello mio di Christophe Honoré? E che idea si è fatta della figlia di Mastroianni, Chiara, in questo omaggio a suo padre?

Ovviamente il gesto di Chiara, figlia di Marcello Mastroianni, è stato molto onorevole. Una figlia che nel film interpreta se stessa è commovente. In questo film non ho trovato delle forme ben precise, quasi indefinito. Chiara che vuole essere Marcello addirittura adottando quasi ogni sua caratteristica, andando negli stessi posti del padre. Perchè fuggire da se stessa? Solo perché i figli d’arte vengono sempre chiamati come “figli di”?  E’ stato un omaggio sicuramente, ma il tutto è risultato impersonale.

Di solito Cannes può essere precursore per gli Oscar, come successe nel 1998 con “La vita è bella di Benigni” o “Nuovo Cinema Paradiso”? Ci possiamo attendere una candidatura?

Tutto è possibile. Lo spero perchè abbiamo tutte le carte in regola.

Lei è stata fra gli ospiti anche del Festival dei Tulipani di Seta Nera. In questo caso ad essere protagonisti sono i cortometraggi. Quanto contano oggi?

I cortometraggi sono una realtà fondamentale nel nostro cinema. Un corto parla quasi sempre di una tematica ben precisa, e se questa tematica può arrivare diretta a più persone è sempre meglio. Inoltre grazie ad un cortometraggio un attore o un’attrice possono essere notati e avere possibilità di entrare a far parte dei volti del grande schermo.

Se lei dovesse recitare in un corto, che tematiche preferirebbe?

Sono molto sensibile a tante tematiche. Sicuramente mi piacerebbe recitare in un cortometraggio che parli della condizione della donna. Perchè la sento tanto mia. E poi tematiche ambientali: noi giovani siamo destinati a un mondo diverso, dove i fenomeni atmosferici rischiano di acutirsi e di metterci in pericolo, anche se l’augurio è che non sia proprio così. Inoltre sono molto sensibile sul tema del lavoro sotto l’aspetto estremista, cioè estremizzare il tempo che noi dedichiamo a lavorare portandoci e perdere le cose importanti della vita. Una società che ci etichetta come nullafacenti se non abbiamo un lavoro stabile a 30 anni, cosa che ora come ora è difficile per noi ragazzi.

Ha fatto il suo primo red carpet alla serata di gala conclusiva del Festival TSN. Emozionata?

Ero molto contenta, emozionata sì. Ma soprattutto contenta. Arrivata lì pensavo di sentirmi un’estranea, essendo la prima volta per me. Ma con grande stupore mi sono sentita a mio agio, come se quel mondo mi fosse sempre appartenuto e ho avuto la certezza che è questo che voglio per me. L’emozione si è un po’ scatenata nel momento delle foto visto che non avevo mai avuto tutta l’attenzione su di me, mi sono sentita per un secondo una grande personalità. Sono ancora più motivata a scalare la mia montagna e realizzare i miei sogni.

GIANNI LUPO

 

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