WANNA MARCHI E STEFANIA NOBILE IN HONDURAS: AUTOGOL DEL BUON SENSO?

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WANNA MARCHI E SUA FIGLIA STEFANIA NOBILE PARTONO PER L’ISOLA DEI FAMOSI. SIAMO SICURI CHE QUESTA SCELTA SIA UN BUON ESEMPIO PER CHI GUARDA UNA TV SEMPRE PIÙ DISEDUCATIVA?

Wanna Marchi e Stefania Nobile sono concorrenti della prossima edizione dell’Isola dei Famosi. Così ha confermato Silvia Toffanin in una recente puntata di Verissimo (e se lo dice la donna del capo…), e così ha palesato uno dei profili instagram del reality show.

Non c’è dubbio, se gli autori erano alla ricerca di qualcosa che facesse rumore, ci sono riusciti. Con la complicità, ovvio, delle due signore in questione, che pare abbiano coraggiosamente accettato l’incarico.

Ma anche di un’azienda, Mediaset, e di una rete, Canale 5, che paradossalmente negli anni 2000 sono state proprio “la causa” che ha portato alla luce i raggiri delle due donne attraverso i noti servizi di Striscia la Notizia.

Era chiaro fin dal principio che la scelta di spedire in Honduras le due Marchi (come sono state ribattezzate), fosse una discutibile strategia acchiappa ascolti. Ma non per le posizioni forcaiole che da più parti vengono motivate.

Bensì per il fatto che l’Italia, anche nella tv leggera (L’Isola è una trasmissione tutto sommato d’intrattenimento), non resiste alla tentazione di “approfittarsi” di qualsiasi tipo realtà in nome della provocazione, in nome del falso buonismo, in nome dell’audience, anche se queste scelte possono comportare un clamoroso autogol. Le proteste della gente? Solo virtuali.

DALLA POLITICA ALLA TV, L’ITALIA DELL’IPOCRISIA

Non succede solo in tv, sia chiaro. Prendiamo a esempio la politica: in Parlamento vivono (e vegetano) indisturbati una serie di Onorevoli e Senatori con condanne penali, o processi in corso, per cui dovrebbero dimettersi all’istante.

Dove sta l’indignazione reale degli italiani? C’è mai stata una protesta vera, organizzata per le strade e le piazze dove urlare il proprio dissenso? No, le uniche volte che questi mestieranti di partito vengono “attaccati” dai cittadini, lo si vede nei talkshow del piccolo schermo, dove la regola è: chi più urla e contesta, più prende applausi.

E questi “contestatori” sono per la maggior parte gli stessi che poi, quando incontrano gli odiati politici, sgomitano per avere insieme a loro una foto ricordo. E’ ipocrisia, questa… Ma qual è l’ipocrisia vera? L’odio pubblicamente manifestato per il parlamentare inquisito, oppure la foto assieme a lui con tanto di stretta di mano? A chi legge, l’ardua sentenza.

WANNA MARCHI E QUELLA PROMESSA MANCATA DI NON TORNARE IN TV

Wanna Marchi aveva detto, uscendo dal carcere, che non solo non sarebbe più tornata in Tv, ma addirittura sarebbe andata all’estero.

La seconda promessa, ironia della sorte, la sta mantenendo, anche se sarà solo temporanea: partirà per l’Honduras. Le due ex televenditrici hanno pagato con la loro pena i reati per i quali sono finite in prigione, anche se con il beneficio dell’indulto, e di ulteriori sconti (ma queste opportunità le prevede la legge, per cui sono indiscutibili).

Non ci interessa andare a snocciolare i capi di imputazione per i quali Nobile e Marchi sono state condannate (perché si conoscono già) e gli anni di carcere assegnati e realmente fatti.

Il punto è che il reinserimento nella società di qualunque persona condannata al carcere una volta terminato di pagare il proprio debito con la giustizia è un sacrosanto diritto, ma il messaggio che da questa operazione tv rischia di filtrare è sbagliato.

La riabilitazione sensazionalistica delle due Marchi all’Isola dei Famosi potrebbe essere letta da un Paese profondamente “attratto” e soggiogato dal modello televisivo, specialmente quello più trash, come l’idea che chiunque commetta reati possa godere (in questo caso giustamente) di un ritorno nella vita pubblica, ma come “premio partita” essere mediaticamente idolatrato alla pari di un personaggio famoso che si è conquistato la popolarità (oppure l’ha mantenuta) per ben altri motivi.

In più va detto che tutti gli ex carcerati senza nomi altisonanti che si sono macchiati anche di reati minori rispetto alle due Marchi, questa forma di “riscatto” non l’avranno mai. E’ tutto, solo, un aspetto fanta-televisivo.

FABRIZIO CORONA È IL VERO SPECCHIO DELLA NOSTRA SOCIETÀ

Però lasciateci fare una considerazione. In un’Italia in cui Fabrizio Corona fino al giorno prima del suo nuovo arresto nell’ottobre scorso, raggruppava pubblico pagante (ripetiamo, pagante) in locali, sale da ballo, perfino bar tabaccherie (che spendevano migliaia di euro pur di averlo), e questi “fan” per avere una foto o un autografo con lui si comportavano allo stesso modo in cui i sorcini negli anni Ottanta andavano in delirio per Renato Zero, cosa ci vogliamo aspettare?

Pensate forse che se anche Corona avesse terminato di scontare le sue condanne, per “maccarelle” che non sono propriamente un bell’esempio per la società, non sarebbe stato ingaggiato pure lui per andare a smutandarsi alla Isla Desnuda oppure a prendersi a padellate con Valeria Marini al Grande Fratello Vip?

Il vero problema è la linea di confine di questi fenomeni. Cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro?

ALLA FINE IL PUBBLICO, NEL BENE O NEL MALE, DECIDE

La vera risposta sarà il successo dell’Isola, di quei milioni e milioni di italiani che oggi riempiono le bacheche di facebook con una serie di discorsi moralistici (in gran parte condivisibili), usando le parole più pesanti contro la Nobile e sua madre (questo condivisibile non lo è), ma che il 30 gennaio, quando il reality partirà, saranno incollati alla tv come un tifoso davanti alla partita di calcio della sua squadra del cuore.

Ovviamente tutto fra le pareti domestiche. Perché si sa, purtroppo è una legge di natura: chi disprezza alla fine compra. Anche se di nascosto.

Andrea Iannuzzi

 

 

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