VENT’ANNI FA MORIVA IL GRANDE GIANNI VERSACE

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VENT’ANNI NON SONO BASTATI A SPEGNERE LO SGOMENTO PER LA SCOMPARSA DEL CELEBRE STILISTA, DECEDUTO NEL 1997 A MIAMI PER MANO DI UN FOLLE OMICIDA

Vent’anni da moriva Gianni Versace. Icona della moda internazionale, amico di tanti artisti planetari e inventore della vera top model. Le sue muse ispiratrici furono Claudia Shiffer, che in molti paragonavano a Brigitte Bardot e poi Naomi Campbel. Di seguito in fila tutte le altre, da Carla Bruni, a Linda Evanglista, a Cindy Crawford.

Era proprio il 15 luglio in Italia, quando la notizia della sua scomparsa per mezzo di un omicidio arrivò come un fulmine a ciel sereno. A Roma, in piazza di Spagna, c’erano le prove della multisfilata Donna Sotto le Stelle che sarebbe dovuta andare in onda su Canale 5. Donatella Versace, sorella di Gianni, si trovava proprio lì, per coordinare le indossatrici che avrebbero indossato i capi della maison.

Ma quella sfilata non ebbe mai inizio, anzi. La morte del grande stilista segnò inevitabilmente la fine non solo di quell’evento sfarzoso, bensì di quel mondo della modo eccentrico, blasonato, lussuoso che in un certo senso oggi (visto l’andazzo recente) comincia a mancare.


E’ inutile tornare a raccontare la storia di quell’omicidio, il dolore della famiglia, quello mostrato davanti alle telecamere di tutto il mondo di Antonio D’Amico (il fidanzato). O ripercorrere nella mente le immagini del funerale celebrato nel Duomo di Milano, a cui prese parte perfino la principessa Diana d’Inghilterra.

L’estate del 1997 si ricorda per questo, per un uomo che aveva fatto della moda un’arte, una dottrina, un vanto per il nostro Paese. Dopo di lui, nessuno è più riuscito a ripetere il suo successo, ma soprattutto la sua creatività. Il mondo dell’industria tessile si è incupito da allora, da quando il suo vero guru non c’è più.

 

ANDREA IANNUZZI

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