TORINO NELLO SCANDALO: APRE LA PRIMA CASA CHIUSA CON BAMBOLE GONFIABILI

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TORINO È AL CENTRO DELL’INTERESSE MEDIATICO PER L’APERTURA DI UNA CASA CHIUSA, DOVE AL POSTO DI LUCCIOLE PROFESSIONISTE IN CARNE E OSSA VI SONO BAMBOLE GONFIABILI. UNA TROVATA CHE PARE ABBIA SCATENATO L’INTERESSE DI MOLTISSIME PERSONE

Torino è una città magica, fa parte del famoso triangolo infernale che, secondo le leggende, servirebbe a chi pratica le arti esoteriche che darebbe il potere di agire (in senso maligno) sulla realtà e sulle persone.

 

Ma se la fantasia, in questo caso, è affidata ai propri credo, quella che hanno avuto avuto i proprietari della Lumidols che hanno aperto la prima casa d’appuntamenti per chi ama le bambole gonfiabili. Ebbene sì. Nelle camere a ore in perfetto stile anni ’50, i clienti troveranno ad attenderli le gentili e ospitali prostitute di plastica.

Incredibile ma vero. Stando ai titolari, che non svelano (per ora) la sede di questo “bordello” (tutto legale, dicono), che sembra essere stato individuato a Mirafiori, le prenotazioni sono fioccate come popcorn.

Ci sarebbe addirittura la richiesta da parte di un cliente, di intrattenersi per ben 4 ore all’interno di una stanza con la sua dools. Speriamo solo che qualche vespa non giri per la camera da letto, e non tenti di pungere la professionista imbambolata… sai che scoppio…. di risate.

E, udite udite, oltre alle 7 donne bambole, ad attendere clientela femminile (e anche omosessuale, nonostante l’attività non si pronunci direttamente in tal senso), c’è Alessandro, anche lui un bambolotto gonfiabile, palestrato, con tutti gli attrezzi al posto giusto.

Una strategia trovata originale, insomma. Tuttavia da che mondo è mondo le grandi aziende di sex toys hanno sempre venduto le sexy dools. Molti film pornografici le hanno anche utilizzate per “ravvivare” le atmosfere dei protagonisti.

Quindi nell’epoca del cyber sex, della tecnologia, delle emozioni che si perdono tra social, pc e telefonini, forse l’idea di piazzare tante bambole gonfiabili in una “casa chiusa”, e dare loro il compito di prostitute appare oggi come la cosa più normale che ci sia.

ANDREA IANNUZZI

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