LINO BANFI:”IO, SENZA TONSILLE, PER RIFUGIARMI DAL FREDDO”

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LINO BANFI:”IO, SENZA TONSILLE, PER RIFUGIARMI DAL FREDDO”

Il grande comico barese si racconta a Di Tutto. “Io, da giovincello, dovetti rifugiarmi in ospedale per ripararmi dal gelo di Milano”. Il nonno più famoso d’Italia, Pasquale Zagaria in arte Lino Banfi, si è raccontato al Fuori Salone di Milano, nella mattinata di domenica 17 settembre. “La mia non è stata un’infanzia spensierata”, spiega il comico, “per la verità ho dovuto faticare molto prima di diventare l’attore che sono ora”.

In memoria di Paolo Villaggio, sia lei che Massimo Boldi, domenica 17 settembre a Fuori Cinema, vi siete raccontati al pubblico su chi rappresentate in tv e la vostra vita privata. Chi è ora nonno Lino?

Beh intanto non mi aspett(e)vo tutto questo… sono emozion(e)to”, si rivolge al pubblico l’allenatore nel pallone col suo accento barese. “Vi sono riconoscente perchè siete l’anima del mio successo e in quanto attore, ho il compito di mostrarmi felice e spensierato anche in un giorno no”, confida, “sdrammatizzo e sono autoironico anche verso il mio corpo: non mi accetto e spesso mi vedo con il doppio dei miei chili. Ad esempio, mentre da giovane bastavano due righe per vestire un pigiama, ora ce ne vogliono duemila!”, spiega Banfi mentre il pubblico scoppia a ridere“. 

E il rapporto lavorativo che ha coltivato per anni sul grande schermo, non ha fatto di lei un “sex symbol della risata?

Sorride. “Sicuramente ho avuto la fortuna di lavorare fianco a fianco alle più belle donne del cinema, una per tutte Edwige Fenech che mi fece un complimento molto interessante sulla mia ‘virilità’. E poi le donne fanno sempre un certo effetto perchè sono quasi sempre fuori di sen(n)o, il comico fa riferimento al Red Carpet di Venezia“.

E negli anni della giovinezza, com’era Pasquale Zagaria?

Ricordo molto bene quando da ragazzo, mi trasferii a Milano per cercare lavoro, da solo e senza una lira, diedi retta a un barbone: senti tu, vuoi stare qualche tempo al caldo? Bene, beviti un sorso di cedro e manda giu una pastiglia e vedrai che te ne starai in ospedale almeno per questo periodo di freddo. Sembra un fatto strano, lo è, ma è successo per davvero!”.

Nei progetti futuri, c’è il cinema, la carriera politica o il nonno a tempo pieno?

Un pezzo grosso di cui non posso fare il nome”, dice l’attore –“ si chiamava Bettino e mi disse una volta: Lino, vuoi fare il senatore? Ti eleggono in Puglia. E io dissi: ma Bettino, io devo far ridere… E lui: perché, noi no?”. A parte l’invito ironico di quella volta da parte di Craxi, nel futuro di Lino Banfi c’è la cucina: “Abbiamo pensato di fare oltre cinque tipi di orecchiette per i futuri ospiti del ristorante a conduzione familiare. “Siamo tutti molto uniti e mai come in questo momento, visto che mia moglie non è in ottimo stato di salute”, dice Banfi, “quindi mi piacerebbe che ci fosse più altruismo e rispetto verso l’altro”.

Lei è sulla cresta dell’onda da sempre: già negli anni ’60 con con gli esordi in dialetto nei vari programmi tv, uno per tutti in Biblioteca di Studio Uno di Antonello Falqui. Ad oggi rimane comunque un uomo di grande modestia. Sogna ancora il ruolo di ‘nonno’ in Un medico in famiglia?

Ho ‘sfidato’ la RAI, quando mi ha chiesto di tornare a fare il nonno in TV ed ho vinto, se così si può dire, la mia battaglia”, precisa Banfi. Non certo per i soldi ma perché uno come lui del palcoscenico, della telecamera, della cinepresa, non può fare a meno. “La stagione 11 si girerà a gennaio”, dice Nonno Libero (parte che interpreta nella fiction), “e l’anno prossimo ricorrerà anche la stagione del ventennale”, ricorda Banfi che promette belle sorprese. “In 10 edizioni mi hanno affiancato tanti attori e io mi sono affezionato a tutti loro. Però devo ammettere che con Milena Vukotic c’è un legame speciale e anche con Giulio Scarpati, se mi incrocia per strada mi abbraccia e grida “Ciao papà”. Nonno Libero assicura 13 serate su 13 su RAI1“.

I tuoi figli invece come ti giudicano? Sei un burlone solo in tv o anche nella vita privata?

Rosanna e Walter mi dicono sempre che io il bicchiere lo vedo sempre mezzo vuoto e che sono un pessimista per natura”, spiega papà Pasquale, “io invece li fermo subito e gli dico: meglio pensare prima in negativo così nel caso succedesse qualcosa di bello è una sorpresa”. E poi fare l’attore è una missione, quindi non posso permettermi di non sorridere per strada o di tenere il broncio al pubblico. Anche noi viviamo momenti di dolore, infatti ultimamente mia moglie incomincia a dimenticarsi le cose e a far più fatica, ma il mio compito è affrontare le cose con sorriso”. Lino Banfi continua a predicare le risate e la comicità anche nei momenti di sconforto, proprio come fa il suo vicino di casa: “sai Lino oggi ho fatto due residenze”, “e come sarebbe due residenze?!”, Sì, due residenze magnetiche”, insiste il vicino di casa Zagaria, “a un mio amico hanno contratto il morbo di pakistan e l’altro ha preso la malattia tedesca, quella lì, l’alzahimer”, riporta Banfi alcune delle loro conversazioni. “Ecco vedete, questo è il bello della vita: che sia per gioco o per davvero, la cosa principale è riderci su, con o senza tonsille” e con un abbraccio verso il pubblico, scende le scale del palco commosso e con una standing ovantion di applausi”.

Viviana Fornaro

 

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