FAUSTO BRIZZI PROSCIOLTO DALLE ACCUSE DI MOLESTIE SESSUALI: TREMA IL MOVIMENTO ME TOO

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FAUSTO BRIZZI ERA STATO ACCUSATO DA ALCUNE ASPIRANTI ATTRICI DI AVERLE COSTRETTE A RAPPORTI SESSUALI PER OTTENERE LE PARTI IN UN FILM. IL TRIBUNALE DA RAGIONE AL REGISTA, E ARCHIVIA TUTTO. TENSIONE DEL MOVIMENTO NATO PER CONTRASTARE I PRESUNTI ABUSI

Fausto Brizzi può dormire sonni tranquilli. Il regista italiano che ha pagato il prezzo più alto circa le accuse di molestie sessuali, che lo scorso anno, proprio in questo periodo, stavano diventando una moda più che una drammatica realtà da combattere, è stato prosciolto dalle accuse di aver approfittato di alcune “sprovvedute” aspiranti attrici.

Il gip Alessandro Arturi nel decreto di archiviazione dell’inchiesta a carico del regista Fausto Brizzi sottolinea che “le ineliminabili vaghezza e genericità dell’apparato accusatorio quanto a profili fattuali imprescindibili” “precludono finanche la prospettazione in astratto” del reato.
In sostanza: chi ha accusato il regista, si è presentato in aula con accuse fumose, improbabili e poco credibili, per tentare di far cadere in fallo un uomo, Fausto, che ha l’unica responsabilità di essere finito nel mirino di chi ha cercato gran visibilità a discapito del buon senso.
Il movimento Me Too, ovviamente, non ha accolto bene la decisione del tribunale, e cerca di interpretare a modo suo la sentenza: commettendo un errore gravissimo, perchè in questo caso non è più un discorso di giustizia, ma di giustizialismo a tutti i costi. E’ il modo peggiore per passare dalle ragioni (giuste o sbagliate) di un movimento, alle ideologie estremiste di un partito politico.
ANDREA IANNUZZI

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