FABRIZIO CORONA: GIORNALI E GIORNALISTI DA RADIARE SENZA APPELLO

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FABRIZIO CORONA È DIVENUTO UN PERSONAGGIO NON CERTO PER MERITI ARTISTICI. LA SUA VITA È CRONACA: OGNI COSA CHE FICE O FA, DIVENTA NOTIZIA. L’ULTIMA SUL DENTE CADUTO È LA SCONFITTA DI UN MONDO, QUELLO DELL’INFORMAZIONE, CHE HA PERSO DI VISTA LA SUA AUTOREVOLEZZA

Sia chiaro. La nostra non è l’ennesima riflessione su Fabrizio Corona e le sue rocambolesche avventure. Né un processo alle sue intenzioni, che, anche stavolta, rischiano di fargli riaprire le porte del carcere. Ma questi, perdonatici, sono affari suoi. Quello che è allarmante, di Corona, è ciò che gli gira intorno. A conciare dai media che, pensando di sfotterlo, non si rendono conto di essersi coperti di ridicolo.

Prendiamo l’ultima pagliacciata del dente perduto e ritrovato nell’immondizia in un ristorante meneghino, e poi rimesso al suo posto. Tutto documentato con dovizia di particolari da un video. Bene, una cagata direte voi. Una schifezza che evidentemente i suoi amici fraterni al posto di nasconderla per evitare a Corona l’ennesima figura di merda, enfatizzano la cosa come nelle scene più trash dei film di Pasolini. Ma almeno i film, quelli veri, erano di Pasolini.

Qui assistiamo quotidianamente al nulla, alle finte notizie, alle finte trovate (come la storiella inventata di lui che cade dalla bicicletta), alle finte storie (come quella con Asia Argento), ai finti scoop (come quello con Silvia Provvedi su Chi, fatto a insaputa di lei e del giornale), e non entriamo nella polemica del Grande Fratello Vip poiché in quel caso si occuperà della faccenda chi di competenza.

Tutte queste stupidaggini prive di senso, vengono però mostrate nelle home page di tutti i siti di informazione più importanti. E, per carità, bene in vista. Ecco, dovremmo domandarci a che punto finisce la mission di un portale giornalistico, e dove comincia il ridicolo.

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La totale perdita di autorevolezza di questi siti, è alla base del fallimento commerciale della rete. Perché alla fine non bisogna raccontarsi le frottole: c’è una nicchia di mercato che sceglie personaggi famosi per postare i propri prodotti con dei selfie. E funzionano bene gli e-commerce. Tutto il resto, però, è un colabrodo.

La responsabilità è anche di chi gestisce i media sulla rete. Si decanta tanto che l’Italia non è un Paese libero di pubblicare ciò che vuole… Però da quel che si capisce la libertà di pubblicare certe puttanate, quella c’è. Eccome se c’è.

ANDREA IANNUZZI

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